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Oggi 100 sit-in e flash mob per difendere i fiumi
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Sopra e sotto, con la Lipu di Cuneo alla manifestazione di S.Croce di Vignolo sui 3 canali storici - Roero - Miglia - Morra

La protesta dei pesci di fiume: 100 sit-in e flash mob su fiumi e torrenti. La mobilitazione indetta da 18 associazioni ambientaliste per chiedere al ministro Costa lo stop ai progetti idroelettrici che mettono a rischio i corsi d’acqua naturali

100 sit-in e flash mob in tutta Italia (per vedere le foto clicca QUI) per salvaguardare gli ecosistemi di fiumi e torrenti contro i rischi legati ai troppi progetti idroelettrici incompatibili con la tutela dei corsi d'acqua e della loro biodiversità. Prelievi eccessivi e nuovi cantieri ad alta quota, in luoghi per lo più incontaminati, minacciano la vita di centinaia di corsi d’acqua naturali. 

La mobilitazione, denominata “La protesta dei pesci di fiume”, è in corso oggi, 25 gennaio, in tutta Italia dalle 14 alle 17: un appuntamento convocato da 18 associazioni ambientaliste per chiedere al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa il rispetto della Direttiva Quadro Acque, anche quando si tratta di energia idroelettrica. L’obiettivo è bloccare progetti nei corsi d’acqua naturali che accedono agli incentivi previsti dal nuovo Decreto Rinnovabili FER 1 che provocherebbero un ulteriore danno ai nostri fiumi, già provati dagli effetti della crisi climatica, a fronte di un irrisorio contributo di energia rinnovabile.

A promuovere gli eventi sul territorio italiano sono: Free Rivers Italia, Legambiente, Alpi Kayak, Arci Pesca Fisa, CIPRA Italia, CIRF, Federazione Italiana Canoa Turistica, Federazione Nazionale Pro Natura, Federrafting, Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, Italia Nostra, Lipu, Mountain Wilderness, Salviamo il Paesaggio, Spinning Club Italia, Unione Nazionale Pesca a Mosca UNPeM, Tavolo Nazionale Contratti di fiume, WWF Italia.

Nel mirino delle associazioni è finito il decreto Rinnovabili FER 1 che non ha eliminato gli incentivi agli impianti idroelettrici nei corsi d’acqua naturali, come previsto nella bozza originale, ma ha fissato dei criteri da rispettare previsti dalle Direttive europee, che ora si vuole aggirare nella loro applicazione. Nello specifico, il Decreto stabilisce che per poter accedere all’incentivo il sistema ARPA/SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente) deve verificare e certificare che la concessione di derivazione sia conforme alle Linee Guida del Ministero Ambiente per le valutazioni ambientali ex ante delle derivazioni idriche (approvate con D.D. n. 29/STA del 13.02.2017, in particolare alle tabelle 11 e 13 dell'allegato 1 del decreto). Le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) sono però orientate ad applicare, al posto di queste tabelle, quelle meno tutelanti delle Direttive Derivazioni Distrettuali, emanate dagli otto Distretti Idrografici italiani. Un’applicazione che costituirebbe un grosso passo indietro rispetto agli obiettivi di tutela delle acque e vanificherebbe il lavoro svolto finora allo scopo di evitare gli incentivi a centinaia di nuovi impianti che non rispettano la Direttiva Quadro Acque.

«Questa situazione potrebbe portare nuovamente ad approvare progetti devastanti sui corsi d’acqua naturali come già capitato negli anni passati – denunciano le associazioni – Ci appelliamo al ministro dell’Ambiente Sergio Costa affinché venga scongiurato il pericolo di ripetere gli errori del passato che hanno permesso negli ultimi dieci anni autorizzazioni e incentivi a oltre 2000 impianti che non rispettano la Direttiva Quadro Acque, oggetto anche di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea. La biodiversità acquatica, già oggi fortemente a rischio per i cambiamenti climatici in atto, potrebbe subire un ulteriore e pericoloso contraccolpo. Occorre rivedere le regole per l’idroelettrico – proseguono le associazioni – prevedendo regole chiare nella tutela dei corsi d’acqua, che spingano al recupero energetico da acquedotti e a un utilizzo più efficiente degli impianti esistenti, per mantenere la produzione idroelettrica di cui abbiamo bisogno nella transizione energetica. Un revamping degli impianti esistenti non solo consentirebbe di produrre più energia, ma consentirebbe anche di valorizzare gli invasi esistenti con contemporanei interventi di naturalizzazione e riqualificazione».

L'Italia è tra i maggiori produttori di energia idroelettrica in Europa e la fonte idraulica, in base ai dati dell'ultimo rapporto del GSE, si conferma quella che garantisce il principale contributo alla produzione di energia elettrica nazionale da FER (43% della produzione complessiva nel 2018, in aumento rispetto al 35% del 2017) nel nostro paese. I piccoli impianti sono, però, molte volte realizzati in contesti montani che conservano un’elevata qualità ambientale. Le autorizzazioni a costruire sono spesso state date in violazione della Direttiva Acque, come dimostrano le due procedure di accertamento aperte dall'Unione europea nei confronti dell’Italia.
Per le associazioni i cambiamenti climatici in atto obbligano sempre più ad un’attenta valutazione del contesto ambientale in cui si opera e per quanto concerne le risorse idriche e i corsi d’acqua il tema si fa ancora più delicato, specialmente nell’arco alpino. È invece urgente avviare interventi di rinaturazione fluviale diffusi per recuperare le aree di esondazione naturale e restituire naturalità ai fiumi per aumentare la sicurezza, tutelarne la biodiversità e avviare una seria politica di adattamento ai cambiamenti climatici. Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno, infatti, registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi: più del doppio della media globale dell’intero pianeta. E gli eccessivi prelievi a scopo idroelettrico di questi ultimi anni hanno comportato pesanti ripercussioni sui corsi d’acqua che dovrebbero indurre a un ripensamento della gestione complessiva della risorsa.

 


 


Riserva del Chiarone: rinnovato l'accordo tra Parco e Lipu
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Una veduta della Riserva

Riserva del Chiarone, rinnovato l'accordo tra Parco e Lipu. Gite in battello, passeggiate e birdwatching, didattica, eventi speciali: un 2020 sul lago per vivere la natura e conoscere il Massaciuccoli e i suoi abitanti. 40mila visitatori all'anno.

Lago di Massaciuccoli: rinnovata fino tutto il 2021 la convenzione tra l'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli e la Lipu per le gestione della Riserva del Chiarone. «Dagli anni '80 la sinergia strategica tra Parco e Lipu permette di far vivere questo territorio e far apprezzare agli abitanti e ai turisti le bellezze del lago. Una risorsa preziosa: vivendo la natura si impara a rispettare l'ambiente» spiega il presidente dell'Ente Parco Giovanni Maffei Cardellini. «La nuova convenzione permette di sviluppare iniziative per coniugare protezione naturalistica e fruizione - continua il direttore Riccardo Gaddi - e prevede la manutenzione delle strutture, le attività di educazione ambientale per le scuole, moltissime possibilità di visita per il pubblico». A fronte di un rimborso annuo (fino ad un massimo di 38mila euro) l'associazione si occuperà della manutenzione e della riqualificazione delle strutture come i camminamenti in legno e le postazioni per il birdwatching, delle attività di ricerca e di monitoraggio dell'avifauna, dell'attività didattica per le scuole di ogni ordine e grado e di gestire il centro visite. «Un accordo importante che dà continuità ad un rapporto ormai trentennale tra il Parco e la Lipu che ha fatto della Riserva del Chiarone e del Paese di Massaciuccoli la porta d’ingresso al Parco nella sua parte settentrionale. La Lipu continuerà a portare avanti questo suo impegno con serietà come nelle altre 30 Oasi e Riserve in tutta Italia che l’Associazione gestisce in convenzione con enti pubblici e privati» commenta Ugo Faralli, responsabile nazionale Lipu Oasi e Riserve. «Con questa nuova convenzione le attività della Lipu a Massaciuccoli potranno avere un nuovo slancio per andare incontro alle esigenze degli oltre 40.000 visitatori che ogni anno visitano la Riserva. Prevediamo nel 2020 di ricostruire una nuova postazione per il birdwatching e di consolidare il nostro ruolo di “osservatorio della biodiversità” sul Lago di Massaciuccoli grazie anche ad una nuova partnership con l’Università di Pisa» conclude Andrea Fontanelli, responsabile Oasi Lipu 'Riserva del Chiarone'. Nella Riserva del Chiarone si riproducono, nidificano e svernano fino a 260 specie di uccelli, una caratteristica che rende il sito di importanza internazionale per l'avifauna acquatica. La Lipu gestisce, in un edificio di sua proprietà affacciato sul lago, il centro visite aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18, che ospita al suo interno il museo interattivo e multimediale sull'ecologia della palude. All'esterno il percorso natura, camminamenti in legno con postazioni per il birdwatching, a ingresso libero e accessibile ai diversamente abili. Si possono noleggiare canoa e kayak per visitare il lago, si possono prenotare escursioni in battello elettrico e programmare weeekend natura. Al primo piano c'è la foresteria con 10 posti letto. Nel 2020 alla Riserva del Chiarone sono programmati 16 eventi speciali, dal birdwatching per osservare i riti di corteggiamento e ascoltare i canti degli uccelli che nidificano nella riserva, alla gita in battello sul lago per vedere le stelle cadenti, passando per la liberazione degli uccelli curati presso i centri Lipu fino all'osservazione invernale delle specie che migrano verso il sud.

(a cura Ufficio stampa Ente Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli)

 


Fucili in cittĂ  e tutto l'anno: le associazioni denunciano
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Fucili in cittĂ  e tutto l'anno: le associazioni denunciano

Alla Camera la conversione in legge del decreto milleproroghe. Le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf denunciano la deregulation venatoria: con il pretesto dei danni all’agricoltura Lega e Forza Italia propongono emendamenti per far entrare i fucili anche in città, tutto l’anno.

Fucili all’interno dei parchi e delle città, a qualsiasi ora e in tutti i giorni dell’anno, ma anche cancellazione del ricorso ai prioritari metodi incruenti e parere ISPRA declassato a documento non vincolante. Il tutto finanziato con dieci milioni di euro l’anno. Con alcuni emendamenti alla conversione in Legge del Decreto milleproroghe - depositati nelle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera dalla Lega e da alcuni deputati di Forza Italia - si vorrebbe dare il via a una stagione di totale deregulation venatoria, nella quale i cacciatori potrebbero sparare ovunque e per farlo sarebbero anche pagati, con denaro pubblico. Con il pretesto del contenimento dei danni all’agricoltura, si vuole incentivare il modello venatorio, proprio quel sistema che nel corso degli anni, non solo ha dimostrato la sua totale inefficacia, ma ha addirittura contribuito a incrementare i danni. Come dimostrato nel caso dei cinghiali, per il quale è oramai assodato che la caccia contribuisce ad aumentare il numero di animali sul territorio e quindi i danni da questi prodotti. È inaccettabile che la conversione in Legge del Decreto milleproroghe, diventi terreno di conquista su argomenti totalmente estranei alla materia, ad uso e consumo di schieramenti politici in cerca di consenso. “Autorizzando la caccia sempre, ovunque e a qualsiasi specie, persino a quelle protette, gli emendamenti favorirebbero il bracconaggio e incrementerebbero i rischi per i cittadini con una vera e propria ‘militarizzazione’ del territorio, nel quale agirebbero, come mercenari, i cacciatori sostenuti da un finanziamento annuo di dieci milioni di euro - denunciano ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU E WWF – per questo motivo chiediamo con forza che gli ‘emendamenti sparatutto’ siano dichiarati inammissibili. La prevenzione dei danni all’agricoltura è argomento serio che necessita di approfondimenti scientifici e non può essere lasciato agli appetiti di forze politiche alla disperata ricerca di consenso.”

 


Parco Monti Lessini, no alla riduzione
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Gallo cedrone - Luigi Sebastiani

Parco regionale della Lessinia: no alla riduzione dell’area protetta. Lipu: “un favore a cacciatori e speculatori edilizi. Ambiente e biodiversita’ si difendono rafforzando il parco, non indebolendolo”

 

No alla riduzione dei confini del parco, sì alla difesa dell’ambiente, dei paesaggi, della biodiversità. La Lipu-BirdLife Italia si dichiara contraria al taglio di oltre 2mila ettari del Parco naturale regionale della Lessinia approvato in seconda commissione del Consiglio regionale veneto. Una decisione che, secondo la Lipu, rappresenta un grave arretramento nella difesa dell’ambiente e delle specie animali e vegetali che trovano nel parco un habitat per vivere e riprodursi. Il taglio approvato comporta una riduzione del 18% della superficie del parco, che ammonta a 17mila ettari. “Istituito nel 1990, il parco ha permesso a molte specie di ripopolare i Monti Lessini e portato benefici a livello di attività produttive sostenibili, di eventi culturali e occasioni educative – afferma Chiara Tosi, delegata regionale Veneto della Lipu - E proprio le aree ‘contigue’ oggetto del progetto di legge approvate, che si vorrebbe far passare come secondarie, ospitano invece la biodiversità più interessante presente nell’area protetta, nonché una grande ricchezza da diversi punti di vista: botanico, faunistico, geologico, paleontologico, archeologico ed etnologico”. Per ribadire la propria contrarietà al disegno di legge, che, dopo l’approvazione avvenuta in seconda commissione dovrà essere varato in via definitiva dal Consiglio regionale, la Lipu parteciperà alla camminata per il parco della Lessinia in programma domenica 26 gennaio con partenza alla Conca dei Pàrpari (alle ore 10) e alla Conca San Giorgio (ore 12).  “Il taglio dell’area protetta è un regalo ai cacciatori e ai cementificatori, e rappresenterebbe un precedente pericoloso per la tutela dei parchi a livello regionale e nazionale – continua Chiara Tosi – Invitiamo il governatore Zaia a unirsi al corteo e dimostrare che anche le istituzioni sono a fianco della società civile per fronteggiare la grave crisi ecologica che ci affligge. Servono più tutele, conoscenze e rispetto della natura e dei paesaggi: solo così possiamo risollevare le sorti dei nostri territori e del nostro fragile pianeta”.

 


Atlanti in Europa: la mappa degli uccelli nelle cittĂ 
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Gheppio - Foto Luigi Sebastiani - www.birds.it

Atlanti urbani: ecco la mappa degli uccelli nelle città europee. In aumento falchi e picchi. Calano allodole e cardellini.

Il primo fu realizzato a Firenze nel 1990, l’ultimo l’anno scorso a Pisa. Crescono gli atlanti ornitologici urbani, che in Italia raggiungono quota 61 e in Europa 122. Ora un elenco completo e aggiornato delle mappe dove vivono e si riproducono gli uccelli in città è pubblicato dalla Lipu-BirdLife Italia in un volume dal titolo Urban bird atlases in Europe, atti della tavola rotonda realizzata a Napoli lo scorso 27 settembre nell’ambito del 20esimo Convegno italiano di ornitologia (Cio). L’Italia è il paese che in Europa, e nel mondo, ha realizzato il maggior numero di atlanti ornitologici urbani: 41 le aree coinvolte, tra cui Torino, Genova, Milano, Venezia, Pisa, Roma, Napoli e Cagliari, mentre Firenze è la prima città ad avere tre edizioni pubblicate, con una quarta in corso di realizzazione. La presenza di atlanti ornitologici è molto diffusa anche in Europa, con 15 Stati e 89 città coinvolte, da Barcellona a Parigi, da Vienna a Bruxelles, da Londra (suo il primo atlante europeo del 1977) a Praga, Berlino e Varsavia, da Amsterdam fino a Mosca. A livello generale, al consolidamento di specie presenti da tempo nei centri storici come piccioni, rondoni, merli e storni si affiancano due tendenze: una positiva, che vede una netta espansione del colombaccio, l’altra negativa che riguarda i passeri (passera europea e passera d’Italia), le cui popolazioni, in media negli ultimi 10 anni, si sono dimezzate. Tra le specie in aumento troviamo falco pellegrino, gheppio, gabbiano reale, picchio verde, picchio rosso maggiore e codirosso comune. Tra le specie che invece soffrono di più i cambiamenti dell’habitat troviamo, nelle zone più periferiche ai confini tra città e campagne, l’allodola, il saltimpalo e il beccamoschino, mentre anche la rarefazione di verdone e cardellino ci svela un eccessivo consumo di suolo. Infine, la distruzione della vegetazione ripariale nelle zone umide e lungo i corsi d’acqua fa sì che usignoli di fiume e cannaiole siano sempre più rari. In particolare, le specie che nidificano negli habitat incolti (terreni con erbe spontanee, cespuglieti, siepi), sono molto utili per monitorare le dinamiche di trasformazione urbana e di consumo del suolo. A tal fine ne sono state identificate sette: l’usignolo, il saltimpalo, l’usignolo di fiume, il beccamoschino, il canapino comune, l’averla piccola e il cardellino. E proprio nell’Atlante realizzato a Pisa l’anno scorso queste specie sono diminuite del 35% negli ultimi 20 anni e del 41% nell’area urbana di Livorno, a conferma di habitat sempre più compromessi dal consumo di suolo ad uso urbano. L’importanza degli atlanti ornitologici, per la compilazione dei quali servono tempi di studio che vanno da 1 o 2 anni fino a 10 anni, è stata sottolineata anche da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che dal 2018 li ha inseriti in maniera sistematica tra gli indicatori del Rau (Rapporto qualità dell’ambiente urbano). “Si tratta della panoramica più completa e aggiornata sulla presenza di avifauna nei centri urbani, realizzata anche grazie al contributo di ornitologi europei - spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu-BirdLife Italia - La metodologia di indagine dell’atlante ornitologico urbano si è rivelata uno strumento utile sia da un punto di vista scientifico perché gli uccelli, che fungono da indicatori, forniscono informazioni sulla qualità ambientale, sia per una corretta pianificazione urbanistica e una gestione sostenibile del verde urbano. “Un contributo fondamentale al lavoro degli atlanti - conclude Dinetti - è venuto dal gruppo di lavoro Avifauna urbana, attivo dal 1990, il cui scopo è la standardizzazione delle metodologie, il confronto e lo scambio di dati e informazioni. Un impegno costante e capillare che, grazie al coinvolgimento delle persone in un’ottica di ‘citizen science’, ha portato finora risultati rilevanti e una conoscenza approfondita delle dinamiche ornitologiche in rapporto anche ai cambiamenti di habitat in atto nelle aree urbane”.

 


Collegato ambientale, ecco il Piano antibracconaggio
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Collegato ambientale, ecco il Piano antibracconaggio

Tutela della fauna: vertice di maggioranza sul collegato ambientale con all’ordine del giorno il piano nazionale antibracconaggio.

“E’ giunto il momento di cambiare la legge affinché il bracconaggio, tra le emergenze ambientali del Paese, sia perseguito con i mezzi e le norme adeguate e infine sconfitto. Governo, maggioranza e Parlamento agiscano rapidamente, anche in attuazione di quanto stabilito dalla Conferenza Stato Regioni”. Lo dichiarano Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia alla vigilia del vertice di maggioranza, in programma domani, venerdì 10 gennaio, che servirà ad attivare il nuovo Collegato ambientale, il quale conterrà anche le misure del Piano d’azione contro il bracconaggio sugli uccelli selvatici. “Il Piano d’azione, a cui si è giunti anche sulla spinta della procedura EU – Pilot attivata dalla Commissione europea per la grave situazione del bracconaggio in Italia, è stato approvato dalla Conferenza per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome a seguito di un intenso lavoro istituzionale. Varie azioni di campo previste dal Piano sono già in atto ma ora è necessario e urgente che questo fondamentale strumento di tutela della biodiversità sia reso pienamente operativo anche sotto il profilo dell’adeguamento normativo e di un reale turnover del personale di vigilanza venatoria degli enti di area vasta, mutilato negli ultimi anni da blocchi dei concorsi, pensionamenti e trasferimenti forzosi.  “In particolare, occorre la conversione in delitto per i reati di bracconaggio compiuti nelle aree protette, per le attività di caccia esercitate fuori dal periodo consentito, per l’abbattimento di specie particolarmente protette come aquile e falchi nonché per il traffico illegale di uccelli. E’ altrettanto indispensabile escludere i reati perpetrati contro gli animali selvatici dalle ipotesi di cui alla norma per “particolare tenuità del fatto”. E’ necessario, infine, introdurre una disposizione normativa che chiarisca che la vigilanza venatoria è estesa anche alle Regioni, oltre che alle Province e alle Città Metropolitane, così da rimuovere gli ostacoli allo svolgimento delle attività di vigilanza. “In Italia, nonostante il grande impegno di forze dell’ordine e associazioni, il bracconaggio continua a rappresentare una vera e propria piaga per la fauna selvatica. Solo negli ultimi mesi si sono registrati abbattimenti di specie di altissimo valore conservazionistico quali capovaccaio, ibis eremita, aquila di Bonelli, lanario, per non parlare degli enormi traffici di uccelli da richiamo scoperti grazie alle recenti operazioni condotte dai Carabinieri forestali e dal Corpo Forestale di Trento. Gli sforzi e gli investimenti messi in campo per contrastare il bracconaggio, al fine di non essere vanificati, necessitano infatti di adeguati strumenti, anche normativi, di cui attualmente il nostro ordinamento è sprovvisto. Per rispondere in maniera adeguata al crescente aggravamento di questa situazione è necessario compiere un vero e proprio “salto di livello”, operativo e normativo, che è esattamente l’obiettivo perseguito dal Piano d’azione. “Ci rivolgiamo dunque al Governo, chiedendo che inserisca tutte le proposte del Piano Antibracconaggio nel Collegato ambientale e che valuti anche l’ipotesi di avvalersi di uno strumento legislativo più rapido al fine di garantire una loro tempestiva approvazione. Facciamo inoltre appello alle forze di maggioranza che parteciperanno al vertice del 10 gennaio, affinché da subito sostengano attivamente le proposte di modifica, così come ci appelliamo all’intero Parlamento, perché la lotta a questa piaga nazionale, che danneggia la natura e scredita il Paese, sia un impegno politico e morale di tutti”.


 


Le nuove linee guida per Rete Natura 2000
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Le nuove linee guida per Rete Natura 2000

Lipu e WWF: “Passo avanti di grande rilievo nella tutela della biodiversità. Ora applicarle rigorosamente in tutte le regioni, per fermare il declino di specie e habitat”

“L’Italia si è finalmente dotata di uno strumento indispensabile per la conservazione della biodiversità, troppo a lungo danneggiata da incuria e cattiva programmazione. Ora vigileremo attentamente sull’applicazione regionale”. 

Lo dichiarano Lipu e WWF a proposito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 28 dicembre scorso in seguito all’intesa raggiunta tra Governo, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, delle Linee guida nazionali per la Valutazione di incidenza, finalizzate alla messa in sicurezza dei siti della rete Natura 2000.

La Valutazione di incidenza (Vinca) è la procedura, che garantisce che i piani, i progetti e le attività umane siano compatibili con la tutela di habitat e specie di interesse comunitario presenti nei siti di Natura 2000, la rete europea delle aree protette. Nel corso degli anni, la cattiva applicazione regionale della Vinca ha portato al degrado di numerosi siti, tanto che nel marzo 2013 la Lipu e il WWF avevano inviato a Bruxelles un corposo dossier di denuncia sui danni subiti da ben 37 aree sparse in tutto il Paese, inducendo la Commissione europea ad avviare una procedura istruttoria per violazione delle norme comunitarie (EU Pilot 6730/14/ENVI).

Il lungo confronto che ne è seguito, tra Ministero dell’Ambiente, Regioni e Province autonome, oltre che la stessa Commissione europea, ha finalmente condotto all’adozione delle Linee guida, sancita in Conferenza Stato Regioni, che permetteranno un’applicazione piena, uniforme e corretta della normativa comunitaria su tutto il nostro territorio nazionale. ù

"E’ un passo avanti di grande rilievo - dichiarano Lipu e WWF - per la gestione della rete Natura 2000, che si basa sull’attenta sinergia tra conservazione della biodiversità e attività umane. Se sino ad oggi la tutela di habitat e specie è stata messa in secondo piano, la corretta applicazione della Valutazione di incidenza correggerà questa grave mancanza e contribuirà a fermare la perdita di biodiversità provocata da piani, programmi e progetti sbagliati. Le Linee guida nazionali sono il risultato di un approfondito lavoro di concertazione che speriamo diventi la norma per il presente e il futuro. Ora tuttavia occorre che le Regioni e le Province autonome recepiscano rapidamente ed applichino le nuove regole in modo pieno e uniforme, così da dare valore sostanziale a questo importantissimo atto formale. Per tale ragione chiediamo al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione europea di continuare a seguire il processo in corso, al quale a nostra volta dedicheremo il massimo della vigilanza. Troppo seria la crisi della biodiversità, in Italia, in Europa e nel mondo, perché la sua tutela non diventi un dovere primario dei governi, delle amministrazioni e dell’intera società”.

Roma, 3 gennaio 2020


Il 2019 della Lipu
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Il 2019 della Lipu

GENNAIO Uccelli acquatici di tutta Europa

Decine di volontari e operatori della Lipu partecipano al consueto censimento annuale dell’IWC, l’International waterbird census, utile a conoscere lo stato di salute degli uccelli acquatici in una fase molto problematica per le preziosissime aree umide, minacciate da riduzione delle superfici e cambiamenti climatici.

FEBBRAIO La libertà!

Duemila tra tordi, cesene, allodole e altri piccoli uccelli, detenuti illegalmente e in condizioni indegne, vengono sequestrati in Romagna dai Carabinieri forestali in un’operazione condotta con la Lipu. I nostri volontari identificano gli uccelli, rimuovono gli anellini e rimettono in libertà tutti quelli che sono già in grado di tornare in natura. Il loro volo, dopo tanta prigionia, è uno spettacolo per gli occhi e per il cuore.

MARZO Contro la barriera che uccide gli uccelli

Stai con noi Per il 2020 abbiamo grandi progetti per difendere gli animali e la natura. Entra alla Lipu

Stai con noi
diventa socio lipu

Entra nel vivo l’azione della Lipu contro le barriere fonoassorbenti (trasparenti) della superstrada Pedemontana, in Veneto, contro cui ogni giorno si schiantano centinaia di piccoli uccelli. Note alla Regione, lettere ai giornali e un’affollata manifestazione ad agosto, spingeranno i costruttori ad apporre sagome adesive sui pannelli, per renderli più visibili agli uccelli e salvarli dallo schianto.

APRILE Per un'Europa più naturale

Si chiama Le nostre proposte per la natura e la gente il documento che la Lipu, in coordinamento con BirdLife Europa, trasmette ai candidati italiani al nuovo Parlamento europeo, con richieste ad impegnarsi su clima, biodiversità, conservazione degli uccelli, cultura ecologica, in una legislatura di grandissima importanza per le politiche ambientali del continente e del mondo intero.

MAGGIO Birds 2019

È un evento straordinario quello che la Lipu organizza a Milano, dal 16 al 18 maggio, per festeg- giare i quarant’anni della direttiva Uccelli, radunare centinaia di giovani volontari del progetto Life Choose nature e celebrare la 54esima Assemblea dei Soci. Oltre 1500 persone partecipano agli eventi, con relatori ed ospiti tra cui Luca Mercalli ed il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

GIUGNO Agricoltura e uccelli

Il nostro progetto Farmland bird index vive il suo momento clou dell’anno: centinaia di rilevatori in tutta Italia censiscono all’alba gli uccelli comuni degli ambienti agricoli, per studiare lo stato delle specie e la qualità ecologica dell’agricoltura italiana. Saranno quasi 8mila i punti di ascolto e 1277 le ore di censimento, che portano il database generale del progetto (2009-2019) alla bellezza di 770mila dati. Come dire: la conoscenza è fondamentale per proteggere la natura.

LUGLIO Priolo brucia. E rinasce

Un violentissimo incendio, di origine dolosa, distrugge la nostra Riserva di Saline di Priolo, in Sici- lia. Per l’oasi dei fenicotteri, strappata al degrado industriale per farne un luogo di natura, i danni sono gravissimi ma immediata e altrettanto forte è la voglia di rinascere, più accogliente e bella di prima. E dunque, rimboccate le maniche, Fabio, Francesca e tutti i volontari sono già al lavoro.

AGOSTO Gli ospedali della Lipu: tutto esaurito

C’è stato davvero il tutto esaurito nella stagione “calda” (primavera ed estate) dei centri recupero della Lipu. Anche quest’anno migliaia gli animali ricoverati, dai piccoli caduti dal nido ai rondoni con le ali ferite agli animali intossicati e così via. Un lavoro enorme che ha impegnato senza so- sta volontari ed operatori e restituito alla natura moltissimi dei “pazienti” curati. E, a fine estate, purtroppo, le prime fucilate.

SETTEMBRE Guerra alla caccia

Con la stagione venatoria riparte anche l’azione della Lipu, che sferra un duro attacco alla caccia. Dapprima un documento sullo stato di conservazione delle specie cacciabili inviato a tutte le re- gioni, poi la denuncia alla Commissione europea sul tentativo lombardo di riaprire l’uccellagione, infine i ricorsi al Tar in molte regioni. Risultato: nuove fortissime riduzioni alla caccia in tutta Italia e più tutele per gli uccelli selvatici, tra cui moriglione e pavoncella.

OTTOBRE Buon compleanno, Oasi!

Sono quattro le oasi che ad ottobre festeggiano: i vent’anni del Bosco del Vignolo, a Garlasco (Pavia), la cosiddetta “piccola Amazzonia della Lipu”, i quarant’anni di Crava Morozzo (Cuneo), la prima oasi della nostra storia, i vent’anni di Castel di Guido (Roma), con i suoi gruccioni, rondini, lupi, e i vent’anni di Gravina di Laterza (Taranto), canyon ricchissimo di fauna e flora. Tanta bellezza ma anche carenza di risorse pubbliche, sopperite almeno in parte dai soci della Lipu.

NOVEMBRE Salvi!

Sono definitivamente salvi i 12.700 piccoli uccelli migratori (tordi sasselli, tordi bottacci e cesene) che la Regione Lombardia voleva catturare e regalare ai cacciatori per farne richiami vivi. Le denunce della Lipu e del mondo ambientalista hanno fermato il progetto, anche grazie al Tar, alla diffida del ministero dell’Ambiente e ad una dura presa di posizione della Commissione europea, in seguito alla nostra denuncia. La Lipu esulta: mai più catture di richiami vivi! Lasciamoli volare in pace!

DICEMBRE No alle trappole. si alla natura

Immancabilmente, l’anno della Lipu si chiude in Sardegna, tra i sentieri del bracconaggio, con la rimozione di centinaia di terribili trappole per merli, tordi, pettirossi che, una volta azionate, por- tano gli uccelli ad una morte lenta, atroce. Dal 2012 l’azione della Lipu ha prodotto la riduzione dell’80% delle trappole nel Sulcis. Un risultato eccezionale, dovuto all’impegno sul campo ma anche all’azione educativa svolta nelle scuole e tra la gente. La natura è stupenda, facciamola vivere, trattiamola bene.

 

 
 
 

Sardegna, Lipu: calano ancora le trappole, mentre cresce il rispetto della natura
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Sardegna, Lipu: calano ancora le trappole, mentre cresce il rispetto della natura

Un giardino per gli uccelli e per le farfalle come simbolo della rinascita sociale e ambientale del Sulcis, e, in parallelo, una forte riduzione del numero di trappole piazzate nei boschi dai bracconieri.

Sono queste le note più positive e ricche di speranza che la Lipu comunica al termine del campo antibracconaggio che si è svolto nella prima metà di dicembre nel Sulcis, nel sud della Sardegna. Numerose le attività svolte dai volontari della Lipu, che raccolgono i frutti di anni di prevenzione del bracconaggio e di educazione al rispetto della natura portato avanti soprattutto con i giovani. “Se solo nel 2012 si parlava solo di trappole e reti, oggi possiamo parlare di birdgarden e rispetto degli uccelli. Un cambiamento culturale che oserei definire epocale, un messaggio che ci fa ben sperare per il futuro di questa meravigliosa terra” fa notare Gigliola Magliocco, coordinatrice del campo della Lipu in Sardegna.

Un nuovo giardino per gli uccelli e le farfalle, dunque, nascerà a fine inverno nella scuola per l’infanzia La mia favola di Capoterra, centro del bracconaggio ai piccoli uccelli migratori ma che, grazie alla tenacia della Lipu, diventa in questa occasione simbolo di un nuovo rispetto verso la natura. Il giardino nasce grazie a partnership che vede fianco a fianco la Lipu, il Comune di Capoterra, il Ceas Laguna di Santa Gilla e il Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione Sardegna. Le piante per realizzare il giardino naturale, dove i bambini potranno trascorrere il proprio tempo per lo svago e le attività anche con le famiglie, saranno messe a disposizione dall’Agenzia Forestas e saranno costituite da flora autoctona della Sardegna. “L’intenzione – spiega Gigliola Magliocco – è quella di creare un habitat idoneo alla sosta e alla riproduzione delle specie di uccelli tipiche della macchia mediterranea, nonché di farfalle, animali utilissimi per la propagazione delle piante”.

Durante le due settimane di campo i volontari della Lipu, cui si sono affiancati, in alcune zone, gli operatori dell’Oasi Monte Arcosu del Wwf, hanno riscontrato, con grande sollievo, un numero limitato di trappole attive, mentre hanno rimosso un certo numero di cavetti per la cattura illegale di ungulati. Tra i mezzi utilizzati per il controllo del territorio sono stati anche attivati alcuni droni. Il campo ha organizzato inoltre alcune attività di educazione con le scuole nell’ambito del progetto Life Abc (Against bird crime, ossia Contro i crimini verso gli uccelli selvatici) all’interno del Parco del Molentargius, in collaborazione con i Carabinieri forestali e il Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione Sardegna. Nell’occasione i giovani hanno avuto la possibilità di osservare le attività di inanellamento scientifico degli uccelli presso la stazione presente nel parco. Si è tenuta inoltre, sempre sul tema bracconaggio in Sardegna, una riunione del Colpa (Coordinamento operativo locale), cui hanno partecipato oltre alla Lipu (in rappresentanza delle associazioni ambientaliste e animaliste Lac, Legambiente e Wwf) i Carabinieri forestali e il Corpo forestale e di Vigilanza ambientale della Regione Sardegna. Durante l’incontro è stata evidenziata l’importanza del reato di “furto venatorio”, contestabile a tutti coloro che si appropriano illegalmente, e senza licenza di caccia, di fauna selvatica, un bene collettivo che appartiene allo Stato. “Il bilancio del campo è positivo e contiamo di proseguire su questa strada – conclude Gigliola Magliocco – Nelle prossime settimane saremo ancora sul campo per la prevenzione dell’uccellagione e la sensibilizzazione della comunità locale, che in questi anni ha dato ottimi frutti”.

 


Quattro bracconieri denunciati vicino alle "Soglitelle"
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Quattro bracconieri denunciati vicino alle

Bracconaggio, 4 persone denunciate nel casertano. L’operazione realizzata dai Carabinieri forestali con le guardie della Lipu a ridosso della Riserva delle Soglitelle.

Sorpresi a cacciare anatre in modo illegale con richiami elettromagnetici a ridosso della Riserva delle Soglitelle, nel casertano: germani reali, fischioni e alzavole sono stati salvati da un intervento dei Carabinieri forestali della Stazione di Pozzuoli e delle Guardie venatorie della Lipu durante le programmate attività di contrasto al bracconaggio nel napoletano realizzate nell’ambito del progetto Volo Libero, cofinanziato dalla Fondazione con il Sud. Progetto che ha lo scopo di realizzare nell’area umida Soglitelle (che si trova all’interno della Riserva naturale Foce Volturno – Costa Licola) un presidio permanente per la salvaguardia degli uccelli selvatici tra le quali proprio azioni di vigilanza sulla base del modello della sicurezza partecipata tra istituzioni e volontari formati. I quattro bracconieri, sorpresi in una zona a ridosso delle Soglitelle, erano appostati e avevano attrezzato una trappola mortale costituita da due sofisticatissimi richiami elettromagnetici che riproducevano il verso delle anatre; ma prima che scattasse la trappola sono arrivati i Carabinieri e le guardie della Lipu, che hanno impedito qualsiasi atto illegale. Nell’operazione sono stati sequestrati i quattro fucili, già pronti all’uso, due richiami elettromagnetici e ben 160 cartucce. I quattro bracconieri sono stati denunciati e deferiti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord. “Una bella operazione che dimostra la necessità di avere un’attenzione sempre alta verso il bracconaggio e le illegalità di questo territorio – afferma Giovanni Sabatino, presidente dell’Ente riserve naturali regionali Foce Volturno-Costa Licola e Lago FalcianoGrazie al progetto Volo libero, che stiamo svolgendo alle Soglitelle, possiamo difendere meglio una vasta area dove sostano e nidificano numerose specie di uccelli selvatici. Un’area dove contiamo di accompagnare sempre più persone e giovani, restituendo così alla collettività una zona di grande pregio naturalistico e paesaggistico”. Partito nella scorsa primavera, il progetto Volo libero, finanziato dalla Fondazione con il Sud, vede come soggetto responsabile l’Istituto di gestione della fauna e, come partner, la Lipu, l’Arma dei Carabinieri, il Comune di Villa Literno, Agrorinasce e l’Ente riserve naturali regionali “Foce Volturno-Costa Licola” e “Lago Falciano”. Oltre agli interventi di vigilanza ambientale, il progetto Volo Libero prevede interventi di monitoraggio delle biodiversità con il coinvolgimento anche di volontari, cittadini, studenti e operatori della vigilanza. Il progetto prevede anche interventi di educazione ambientale e di fruizione naturalistica, come visite guidate, lezioni di birdwatching e laboratori.

 

Firma per fermare il bracconaggio. Uccidere gli animali significa uccidere tutta la natura


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